Descrizione
Nel Medioevo e nel Rinascimento, l’iconografia della sirena si arricchisce di due attributi fondamentali: lo specchio e il pettine. Questi due oggetti, tenuti tra le mani mentre la creatura si pettina i lunghi capelli bagnati, definiscono la sua complessa identità simbolica legata alla vanità e alla seduzione. Lo specchio e il pettine sono, fin dall’antichità, attributi di Venere (Afrodite), dea dell’amore e della bellezza nata dalle acque. Nella sirena, questi strumenti diventano simboli di una bellezza ipnotica e narcisistica, utilizzata come esca per attirare i navigatori verso la rovina. Lo specchio, riflettendo un’immagine che non è la realtà solida, rappresenta l’illusione. La sirena, creatura che appare splendida e desiderabile in superficie, nasconde una natura mostruosa legata alla paura di cedere alla tentazione e alla seduzione e che diventa letale sotto il pelo dell’acqua.
