Descrizione
Il volo notturno è storicamente l’elemento centrale del mito del sabba. Secondo le credenze, le streghe si ungevano con unguenti magici per staccarsi da terra e volare verso i luoghi di ritrovo (spesso il Noce di Benevento o il monte Blocksberg). In quest’opera, il volo viene spogliato degli stereotipi iconografici più comuni (come la scopa) per essere restituito alla sua dimensione più ancestrale, psicologica e viscerale: il corpo nudo rappresenta la libertà assoluta, lo svincolarsi dalle leggi fisiche e morali della società patriarcale o religiosa. La posa non è accademica o composta; esprime abbandono e trance. È il corpo che risponde al richiamo del sabba, un rito di comunione con la natura selvaggia e il caotico notturno.
